Con la riapertura di asili e scuole torna anche un problema piuttosto comune tra i bambini: la pediculosi del capo, cioè l'infestazione da pidocchi.
È un fenomeno frequente soprattutto nei bambini in età prescolare e scolare e non ha nulla a che vedere con la scarsa igiene personale o con la pulizia della casa. I pidocchi possono interessare chiunque e si trasmettono soprattutto attraverso il contatto ravvicinato tra le persone.
Che cosa sono i pidocchi?
Il pidocchio del capo è un piccolo parassita che vive esclusivamente tra i capelli dell'uomo e si nutre di sangue.
La femmina depone le uova, chiamate lendini, vicino alla radice del capello. Le lendini sono molto piccole e rimangono saldamente attaccate al fusto del capello.
È importante non confondere una lendine con la semplice forfora: la forfora si stacca facilmente dal capello, mentre le lendini sono fortemente aderenti e difficili da rimuovere.
Quali sintomi provocano?
Il sintomo più conosciuto è il prurito del cuoio capelluto, che può essere particolarmente fastidioso nella zona della nuca e dietro le orecchie.
Il prurito, però, non compare necessariamente subito. Un bambino può quindi avere i pidocchi anche senza lamentare alcun fastidio.
Per questo motivo, soprattutto durante il periodo scolastico, è utile controllare periodicamente i capelli, prestando particolare attenzione alla nuca e alla zona dietro le orecchie.
Come si trasmettono?
La trasmissione avviene soprattutto attraverso il contatto diretto "testa a testa".
Quando due bambini giocano insieme, si abbracciano o tengono a lungo le teste a contatto, il pidocchio può passare facilmente da una testa all'altra.
Il contagio può avvenire anche, seppure più raramente, attraverso oggetti che sono entrati recentemente in contatto con una persona infestata: pettini, spazzole, cappelli, sciarpe, asciugamani e altri oggetti personali.
Un'attenzione particolare va riservata anche agli attaccapanni e agli armadietti della scuola. Se, per esempio, un bambino mette il proprio giubbotto sopra quello di un altro bambino oppure due sciarpe rimangono a stretto contatto, il passaggio del parassita è possibile, anche se questa modalità è meno importante rispetto al contatto diretto tra le teste.
Questo non significa che ogni contatto tra indumenti provochi un'infestazione: il pidocchio sopravvive per un tempo limitato lontano dal cuoio capelluto (1 o 2 giorni) e la modalità di trasmissione principale rimane il contatto diretto.
Perché i pidocchi sono più frequenti con l'apertura delle scuole?
Con l'inizio dell'anno scolastico aumenta semplicemente il numero di occasioni in cui i bambini stanno a stretto contatto tra loro.
Asili, scuole dell'infanzia e scuole primarie sono ambienti nei quali i bambini giocano insieme, si abbracciano e trascorrono molte ore a stretto contatto.
Non significa, però, che tutti i bambini debbano essere trattati preventivamente. La misura più importante rimane il controllo regolare dei capelli, soprattutto quando viene segnalato un caso nella classe o nella comunità frequentata.
Come possiamo prevenire i pidocchi?
In farmacia sono disponibili spray e altri prodotti cosmetici pensati per essere utilizzati durante il periodo scolastico. Molti contengono estratti vegetali, oli essenziali o altre sostanze che contribuiscono a creare sui capelli un ambiente meno favorevole all'insediamento dei pidocchi.
È importante, però, capire bene che cosa possono e non possono fare.
Questi prodotti possono rappresentare un aiuto nella prevenzione, ma non costituiscono una barriera assoluta. Se due bambini hanno un contatto testa a testa sufficientemente stretto, il pidocchio può comunque passare da una testa all'altra.
Per questo motivo l'utilizzo di uno spray preventivo non deve mai sostituire il controllo dei capelli.
Durante il periodo scolastico è quindi utile associare le eventuali misure preventive a un controllo regolare, soprattutto della nuca e della zona dietro le orecchie.
Cosa fare se troviamo i pidocchi?
Se vengono individuati pidocchi vivi, è necessario procedere con un trattamento specifico.
In farmacia esistono prodotti con meccanismi d'azione differenti. Possiamo distinguerli principalmente in due grandi categorie: i trattamenti che agiscono come antiparassitari sul sistema nervoso del pidocchio e quelli che agiscono fisicamente sul parassita.
Fenotrina e altri piretroidi
La fenotrina appartiene alla famiglia dei piretroidi, sostanze ad attività insetticida.
Il loro meccanismo d'azione consiste nell'interferire con i canali del sodio presenti nel sistema nervoso del pidocchio. In pratica, alterano la normale trasmissione degli impulsi nervosi fino a provocare la paralisi e la morte del parassita.
Sono sostanze utilizzate da molti anni nel trattamento della pediculosi e possono essere efficaci quando i pidocchi presenti sono sensibili al principio attivo.
Esiste però un aspetto importante da conoscere: nel corso degli anni sono comparsi ceppi di pidocchi resistenti ai piretroidi. La resistenza può quindi contribuire al fallimento del trattamento. Per questo, se dopo un trattamento eseguito correttamente vengono ancora osservati pidocchi vivi, non bisogna semplicemente ripetere più volte lo stesso prodotto: è opportuno rivalutare la situazione e considerare un trattamento con un diverso meccanismo d'azione.
Piretrine naturali
Le piretrine naturali sono sostanze insetticide ottenute dai fiori di alcune specie di crisantemo, in particolare dal piretro.
Sono quindi sostanze di origine naturale, ma questo non significa che siano semplicemente "repellenti": hanno una vera attività insetticida e agiscono sul sistema nervoso del pidocchio in modo simile ai piretroidi sintetici.
Un aspetto importante è che le piretrine non sono necessariamente in grado di eliminare tutte le lendini. Per questo, a seconda della formulazione utilizzata, può essere necessario ripetere il trattamento secondo le indicazioni riportate sulla confezione. Inoltre, anche nei confronti delle piretrine può esistere resistenza.
Trattamenti ad azione fisica
Esistono anche prodotti che non utilizzano un insetticida neurotossico, ma agiscono fisicamente sul pidocchio.
Alcune formulazioni contengono sostanze oleose o filmanti che ricoprono il parassita, ostacolandone le funzioni vitali fino a provocarne la morte per un meccanismo di soffocamento o di occlusione.
Tra le sostanze utilizzate in questo tipo di formulazioni possono essere presenti anche derivati della vitamina E, come il tocoferolo acetato.
Il vantaggio di questo approccio è che il meccanismo d'azione è completamente diverso da quello dei piretroidi: non si basa sulla capacità del pidocchio di essere sensibile a un insetticida che agisce sul sistema nervoso.
Questo rende i trattamenti ad azione fisica un'opzione interessante, soprattutto quando si sospetta una resistenza ai prodotti insetticidi. Tuttavia, non è corretto affermare che tutti i prodotti di questa categoria siano automaticamente più efficaci: l'efficacia deve essere valutata sulla specifica formulazione e sulle modalità d'uso. Le revisioni disponibili considerano gli agenti non insetticidi, come alcuni prodotti a base di dimeticone, tra le alternative terapeutiche valide, soprattutto quando la resistenza ai neurotossici rappresenta un problema.
Quindi è meglio un trattamento con piretroidi o uno ad azione fisica?
Non esiste una risposta valida per ogni situazione.
I piretroidi, compresa la fenotrina, hanno un meccanismo d'azione ben conosciuto e possono essere efficaci, ma il problema della resistenza deve essere considerato.
I trattamenti ad azione fisica rappresentano invece un'alternativa con un meccanismo completamente diverso e non dipendente dalla sensibilità del pidocchio all'insetticida.
La scelta deve quindi tenere conto dell'età del bambino, del prodotto specifico, delle indicazioni riportate in etichetta o nel foglietto illustrativo, dell'eventuale precedente fallimento di un trattamento e della corretta esecuzione dell'applicazione.
In caso di dubbi, il farmacista può aiutare a individuare il trattamento più adatto.
Il pettine a denti fitti: un alleato importante
Qualunque trattamento venga scelto, il pettine a denti fitti rimane molto utile.
Passato lentamente tra i capelli, ciocca per ciocca e partendo dalla radice, permette di rimuovere i pidocchi e soprattutto le lendini rimaste attaccate al capello.
È un'operazione che richiede un po' di tempo e attenzione, ma permette anche di verificare più facilmente se il trattamento ha avuto successo.
Dopo il trattamento
Bisogna sempre seguire attentamente le indicazioni del prodotto utilizzato.
Alcuni trattamenti eliminano i pidocchi vivi ma non tutte le lendini e possono quindi richiedere una seconda applicazione dopo alcuni giorni. Altri prodotti hanno invece un'attività anche sulle uova.
Non bisogna aumentare autonomamente la frequenza delle applicazioni né utilizzare contemporaneamente prodotti diversi, salvo diversa indicazione del medico o del farmacista. Un utilizzo scorretto può ridurre l'efficacia del trattamento e aumentare il rischio di effetti indesiderati.
È inoltre opportuno controllare gli altri componenti della famiglia e trattare chi presenta effettivamente un'infestazione, evitando di utilizzare indiscriminatamente prodotti antipidocchi su persone che non hanno i pidocchi.
Non è necessario disinfestare tutta la casa: la trasmissione ambientale è molto meno importante rispetto al contatto diretto e il pidocchio sopravvive per un periodo limitato lontano dal cuoio capelluto.
Il consiglio della farmacia
La pediculosi è un problema comune tra i bambini e non è un segno di scarsa igiene.
La cosa più importante è imparare a riconoscerla, controllare regolarmente i capelli e intervenire tempestivamente quando vengono trovati pidocchi vivi.
Durante il periodo scolastico possono essere utilizzati anche prodotti cosmetici preventivi che contribuiscono a creare un ambiente meno favorevole al pidocchio, ma nessun prodotto può garantire una protezione assoluta dal contagio.
Se invece l'infestazione è presente, esistono trattamenti con meccanismi d'azione diversi. La scelta del prodotto più adatto deve tenere conto dell'età del bambino, delle caratteristiche dell'infestazione e dell'eventuale precedente esposizione a trattamenti antipidocchi.
In caso di dubbi, rivolgersi al farmacista permette di scegliere il trattamento più appropriato e di utilizzarlo correttamente.



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